PRODUZIONE
LIMONE SFUSATO AMALFITANO
Lo sfusato amalfitano è un limone lunarico unico in Italia e famoso nel mondo, legato all’ambiente in cui è stato  importato ed è cresciuto, presumibilmente fin dall’epoca dei rapporti della città di Amalfi con gli Arabi di Sicilia. Tutte le sue caratteristiche, infatti, sono state prodotte dall’ambiente pedoclimatico della costiera, che va da Vietri a Positano, e dall’operosa mano dell’uomo. La coltivazione avviene in terrazze di media montagna, a picco sul mare, o in strette valli e gole quasi sempre prive di strade carrozzabili, grazie all’ardita, quasi inumana volontà degli agricoltori locali, rimasti legati alla loro poca ed aspra terra. Qui il clima è mite per quasi tutto l’anno, esclusi i mesi invernali, quando dall’entroterra del nord calano i venti freddi  e le basse temperature; in questo periodo le piante vengono protette con reti, una volta con cannucce. Si distinguono tra le più vecchie piante due cloni: il mezzaspina di Cetara che si estende in una zona di vocazione molto ristretta e lo sfusato di Amalfi, in tutto il resto del territorio. Entrambi hanno rami con spine più o meno accentuate, un ritorno atavico di difesa della pianta contro le avversità atmosferiche. La fruttificazione è abbondante e si divide in due periodi: una ridotta da febbraio ad aprile, ed una più accentuata da maggio a settembre. Questa lunaricità è provocata dall’ambiente: la maggior parte delle piante, infatti, non viene irrigata ma affidata al fresco terreno della montagna, quasi una forzatura naturale.